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Gentless3+La Moncada - In the Kennel (vol.1)

Dal ‘96 al 2007 l’etichetta olandese Konkurrent ha portato avanti il progetto “In the Fishtank”: due band venivano ‘rinchiuse’ per due giorni a suonare insieme.
Ne sono venuti fuori degli ottimi dischi, tra i quali ricordiamo:
Sonic Youth + ICP + The EX e The Black Heart Procession + Solbakken, Motorpsycho + Jaga Jazzist, Sparklehorse + Fennesz…

In “In the Fishtank” si nuotava in una boccia di vetro. L’esperimento di Orwell - Comunicazione e Derivati, GoatMan Records in collaborazione con Blue Rec Studio e BarbieNoja riporta tutto perfettamente a terra, e più precisamente dentro un canile.

Nella sua prima edizione “In the Kennel” chiama due band ad occupare per due giorni lo studio di Mondovì.
A questo giro partecipano i siciliani Gentless3 e i cuneesi La Moncada mischiano le proprie sonorità in maniera perfetta.
Ne vengono fuori sonorità post-rock dense ed ipnotiche. A queste si aggiunge il cantato degno dei loro riferimenti (Low, The Black Heart Procession) che richiama anche  Paolo Benvegnù o un Cesare Basile.

Insomma miscuglio riuscito del quale non scorgi quasi le singole parti.

Attendiamo i prossimi con curiosità e chissà se ne possa proporre noi alcuni.

Da ascoltare e scaricare su bandcamp.

Gentless3+La Moncada - In the Kennel (vol.1)

kennel_vol1

  1. Rabbia Killer
  2. Murmur
  3. I Numeri
  4. On Busting The Sound Barrier

Barbagallo - Quarter Century EP

4tercentSe il nome Barbagallo non vi dice niente, si vede che non siete stati attenti. Di lui se n’è già parlato altrove, spargendone adeguatamente lodi per i suoi primi lavori, The EP e l’album Floppy Disk.
Cosa c’è di nuovo a sto giro, uno allora si domanda. Beh c’è intanto lo sbarco su 42Records, etichetta sempre più attenta alle diverse realtà italiane misconosciute (non vi fate sfuggire il recente e gran bel EP de I Quartieri!). Al livello musicale Carlo, come al solito, non si fa scrupoli e affronta i suoi mostri, mostrando tutte le sfaccettature della musica che gli interessa, che lo ispira.
Se in “Clouds Behind The Moon” è troppo facile sentire gli echi dei primi dEUS, in altri pezzi siamo sulla stessa lunghezza d’onda di Atlas Sound e Panda Bear in quanto ad eclettismo. Ci sono stoccate prog e kraut, che fanno sempre bene, flauti e violini e quant’altro è riuscito a metter dentro in soli 5 pezzi e circa 20 minuti di musica esplosiva. Tutto pulito e prodotto ad opera d’arte in chiave lo-fi, perché nessun dettaglio è lasciato al caso. In attesa del secondo album, il consiglio e di ascoltare questi cinque pezzi per non farsi più trovare impreparati. Dulcis in fundo: l’EP si scarica gratuitamente sul sito Bandcamp dell’etichetta. Non avete proprio scuse!

Abbiamo recensito il libro di Giuspepe Genna

e prima lo abbiamo addirittura letto!

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