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Giubbonsky - Storie di non lavoro

“Storie di non lavoro” è il primo album da solista di Guido Rolando in arte Giubbonsky. Nell’era dell’elettronica, di suoni sintetizzati, distorsioni e melodie innaturali, è piacevole trovare un album “semplice”, con testi chiari, schierati con coscienza e illuminati da una corretta consapevolezza della storia contemporanea.
Fin dal primo brano (terra perduta) l’artista affronta il tema attuale dell’immigrazione Rom. L’uso della fisarmonica, prima come controcanto e dopo come base armonica, dona all’arrangiamento del brano una nota nostalgica che sottolinea la serietà di un testo che, anche se talvolta retorico, coglie bene il significato ultimo della tragicità del tema trattato.
Anche il secondo brano (non lavoro) si presenta con un arrangiamento ben concepito: durante l’intro il sax scalda il terreno su cui un bel fraseggio di basso si articola per dar vita a una graziosa ballata. Il testo del brano è rappresentato da un’accusa contro la società consumistica, particolarmente ispirato e ben strutturato con l’armonia del brano. In generale tutto l’album si sviluppa e scorre via piacevolmente, con testi ispirati e ben interpretati (città blindata, flatulente, gelato in febbraio). Musicalmente l’album si presenta con arrangiamenti deliziosi, mai banali e particolarmente variegati, andando dal rock alla bossa-nova.
Consigliamo quest’album a chi è stanco di continui esperimenti elettronici privi di un profondo significato artistico e vuole ritrovare la musica d’autore…laddove, dietro una chitarra c’è qualcuno che ha realmente qualcosa di interessante da dire.

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