TIAGO DELLA VEGA – Hybrid

by Black Funeral - Musica - 14 gennaio 2010

Tiago della Vega è il nome d’arte di un chitarrista brasiliano balzato agli altari della cronaca dopo aver eseguito il “Volo del Calabrone” di Nikolai Rimsky-Korsakov a 320 bpm. Tale impresa gli ha permesso di essere riconosciuto dal Guiness World Records come il chitarrista più veloce del pianeta.

Il riconoscimento, seppur sorprendente e prestigioso, deriva da una lunga sfilza di anni di studi sullo strumento. Infatti, il virtuoso brasiliano aveva appena cinque anni quando ha preso in mano per la prima volta una chitarra classica, passando poi in fretta alla versione elettrica dello stesso strumento e all’ingresso al conservatorio. Dopo aver militato in varie formazioni metal brasiliane, Tiago ha sfruttato la popolarità ottenuta girando il mondo per effettuare lezioni e seminari ed è giunto finalmente alla pubblicazione del suo primo disco solista, “Hybrid”. Il suo debutto come sempre accade in questi casi, è un concentrato di virtuosismi alla sei corde (sette in questo caso visto che il musicista sudamericano usa una Andrellis Tdv a 7 corde e 24 tasti), che spazia tra vari generi e, (è bene premetterlo), non è nemmeno un disco metal nella sua accezione più rigida. Al contrario, il guitarman passa dalla introduttiva “Bugus” dal sapore mediorientale, allo slow rock melodico della successiva “Destiny”, al fusion di “”Distant Dreams”, senza ovviamente dimenticare di strizzare l’occhio all’heavy metal nell’hard rock roccioso di “Lost” e negli accenni power di “Violet Rose”. Non poteva mancare inoltre, per gli appassionati dei guiness, l’episodio che gli ha permesso di ottenere la fama mondiale: “Il volo del Calabrone”.

Hybrid” è un lavoro solista con tutti i pregi e i difetti che ne derivano; riesce sicuramente a mettere in mostra le impressionanti qualità tecniche di Tiago Della Vega che dimostra di essere un genio naturale della chitarra, ma allo stesso tempo in qualche frangente si notano inserimenti affetti da virtuosismo esasperato che appesantiscono le trame dei brani. Tuttavia, questo è un peccato comune a molti suoi colleghi, (tutti a parte Buckethead e in parte Malmsteen), e quindi perdonabile. Detto questo “Hybrid” resta una perla di tecnica sopraffina apprezzabile sopratutto agli appassionati della sei corde. Per tutti gli altri suggeriamo comunque un ascolto, ma con cautela.

IBRIDOMA – Ibridoma

by Black Funeral - Musica - 14 gennaio 2010

Dopo tutti questi anni trascorsi a seguire le attività on the road e in studio di molte band italiane ed estere il nome degli Ibridoma mi era sfuggito. E’ giunto quindi il momento di riparare a questo ritardo cogliendo l’occasione dell’uscita del loro primo full lenght omonimo per l’attivissima Sg Records.

La band viene formata nel 2001 dal batterista Alessandro Morroni e può vantare la pubblicazione di due EP, “Lady of Darkness” del 2005 e “Page 26” del 2007 oltre ad un’intensa attività live che li ha portati ad esibirsi in Portogallo nel 2006 e ad aprire i concerti dell’Ex Maiden Blaze Baley nella sua ultima tournée italiana.

L’album d’esordio sulla lunga distanza dei marchigiani è un tributo storico all’heavy metal classico di chiara estrazione anni ‘80, dove a farla da padrona sono riff potenti e abbastanza thrashy, che affiancati a melodie accattivanti e immediate rendono gran parte del disco abbastanza assimilabile per gran parte del pubblico. Sicuramente il manifesto sonoro degli Ibridoma può essere efficacemente riassunto dal duetto di apertura affidato alle brillanti “Red” e “I’m Not Sorry”, che sono il sunto in musica delle restanti tracce. Con qualche eccezione. Troviamo infatti nel disco due sorprese: “Ibrido” che è molto simile ad alcune produzioni dei Timoria e la ballad “Jenny”. Tuttavia se da un lato le due tracce lasciano intravedere uno sforzo di evoluzione della band, dall’altro il risultato è di scarso valore poiché rende troppo ampia la distanza tra queste e il resto dell’album. Anche perché a parte le prime due song il resto del disco seppur suonato con pregevole fattura e spesso troppo prevedibile e ancorato agli anni d’oro del metallo senza alcuna rilettura personale di quegli anni.

Gli Ibridoma dimostrano di avere mezzi a sufficienza per portare avanti un discorso artistico di buon valore, ma devono fare i conti con una necessaria ricerca personale e di gruppo che li porti a una maggiore personalità e omogeneità del sound. Insomma promossi con riserva ma ci aspettiamo grandi cose da loro.

AXEL RUDI PELL – “Mystica”

by Black Funeral - Musica - 13 dicembre 2006

693723999524Il 2006, annata veramente fortunata per quanto riguarda le uscite discografiche in campo Hard Rock, vede anche il ritorno del talentuoso chitarrista tedesco Axel Rudi Pell, grazie alla realizzazione a cura della SPV del nuovo album in studio, intitolato “Mystica”.
La nuova release del guitar man teutonico, come era prevedibile, non si discosta molto dalle sue precedenti fatiche discografiche, proponendo il solito Hard Rock energico e ben strutturato, puntando stavolta però più sulla qualità della forma canzone che sul tecnicismo esasperato che aveva contraddistinto i precedenti lavori di Axel. Continua…

ETRURIA CRIMINALE LIVE

by Black Funeral - Musica - 2 marzo 2006

Riceviamo e pubblichiamo:

“Snob Productions presenta

venerdì 10 marzo 2006 – ore 22.00 – rialtosantambrogio
Etruria Criminale Banda feat. dj Knuf
dj set Knuf + Paul Roantree (IE) – visuals: Paki, FLxER Abusers – Kinotek

Dopo il live di Mammooth, nuovo appuntamento Snob Productions al Rialto con Etruria Criminale Banda feat. dj Knuf. Sempre alla ricerca di nuove collaborazioni, improbabili sinergie, inediti progetti live, la Snob ha infatti chiesto a Giovanni Di Cosimo, leader e direttore dell’Etruria Criminale Banda, di ideare un evento sperimentale, in cui l’energia folle e poetica della sua band potesse fondersi con il suono sintetico dell’elettronica di Knuf, metà del progetto xcoast e resident dj della serata. Continua…

APOSTHATE: “First Born Evil”

by Black Funeral - Musica - 10 febbraio 2006

First Born Evil

E’ da un pò di tempo che la scena metal siciliana si è riproposta con rinnovato vigore all’attenzione di supporter e addetti ai lavori, sia in campo locale sia a livello nazionale. Basti pensare all’imminente ritorno dei catanesi Schizo che dopo aver messo a soqquadro tra gli anni 80 e gli anni 90 l’intera penisola, tanto da essere considerati ancora oggi un gruppo fondamentale nello scacchiere metallico nazionale ed europeo, si preparano a riscendere in campo con il nuovissimo “Cicatrized Black”. Ma non è passato inosservato nemmeno il livello dei concerti proposti negli ultimi anni da locali quali il Krossower di Scordia e le Torce del buon Diego, che hanno contribuito non poco al ritorno di certe sonorità nelle nostre zone.

Se dopo quanto detto si dovesse essere ancora scettici sulle prospettive di un genere che molte volte è stato dato per morto (e perlopiù da gente che con il metal non c’entrano proprio un bel niente nonostante vogliano far credere il contrario), ma che è sulla cresta dell’onda da ormai quasi mezzo secolo, basterebbe introdurre nel proprio player il Mcd di debutto dei nisseni Aposthate. Continua…

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