Barbagallo – floppy disk
by idna - Musica - 31 agosto 2009

Barbagallo (per gli amici Carlo) è una splendida nuova realtà nel panorama musicale sviluppatasi sull’asse Catania-Siracusa. In Floppy Disk c’ha messo dentro tutto: un blues spennato, un folk acido alla Syd Barret, country de noiantri, rock’n'roll a fiumi, e qualche retro-gusto di post-rock che ci sta sempre bene, soprattutto per uno come lui che con il progetto Suzanne’Silver ha subito il battesimo a cura della famiglia Tilotta (aka Uzeda) e si è meritato un disco uscito negli USA e un tour nella west coast (e scusate se è poco).
Ma Barbagallo così uscito dai ranghi, da solo mette insieme un circo che chi se lo poteva aspettare? anzi, chi se lo può permettere in questi tempi di crisi? Uno di quei dischi che girarà solo tra gli amici e tutti penseranno che è davvero un peccato, e che il ragazzo c’ha talento da vendere.
Ci sono pezzi scoppiettanti come Cold shiver, tra Stereolab (“Cold shiver”) e Robert Wyatt (la butto lì), tutto up tempo e con ghirigori tutto attorno. “Yolkrise” è la ballata da Wilco o Elliott Smith, ma parecchio post-moderna, doppie voci ad incrocio, un pianoforte trascinatore.
E l’impressione ad ogni salto da una traccia all’altra è la stessa di quando si scorre con le dita tra vecchi LP in un negozio di dischi: se ne prende uno in mano, si soffia via la polvere e si lascia che l’isparazione trovi il suo seguito.
Il minimalismo blues di “Spectacle” è da cupo pianobar fumoso (in un mondo perfetto). L’ascendente anni ‘70 è innegabile, ma la sostanza va oltre i richiami, che in alcune parti sono anche un po’ confusi. Bella prova per Barbagallo, un contributo al limite con l’anacronismo.
Il disco è uscito in poche copie in versione CD, ma si trova da scaricare sulla piattaforma Bandcamp, ottimo trampolino di lancio per band emergenti.
Link utili:
- Barbagallo su Bandacamp (da dove acquistare il disco)



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