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Gentless3 al lavoro sul nuovo disco

Quest’estate i Gentless3 ritornano in studio, dopo l’esordio I’ve buried your shoes down by the garden (Wild Love Records), lo split EP. con La Moncada per la serie In the kennel (Goat Man Records/Noja Recordings) e la partecipazione alla compilation tributo ai Codeine (White Birch Records). Il secondo album del trio siciliano (Carlo Natoli, Sergio Occhipinti e Sebastiano Cataudo) vedrà la partecipazione di Joe Lally (Fugazi) alla produzione artistica, l’innesto in pianta stabile di vecchi e nuovi amici (Francesco Cantone di Twig Infection/Tellaro/Colapesce e Lorenzo Azzaro) e interventi in ordine sparso di membri de L’Arsenale (Federazione Siciliana delle Arti e della Musica).
La band ha deciso di iniziare le registrazioni al Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini, occupato sei mesi fa da un gruppo di lavoratori dell’arte e dello spettacolo dell’Arsenale, riconoscendo il contributo culturale e politico che i  teatri ribelli italiani (Valle Occupato e Nuovo Cinema Palazzo - Roma, Macao - Milano,  Coppola - Catania, ex Asilo FIlangieri - Napoli, Garibaldi Aperto - Palermo) stanno innescando su tutto il territorio nazionale.
La band, avendo vissuto e partecipato alla liberazione e alla vita di questi spazi, ha naturalmente “catturato” il cambiamento in corso nella sua attitudine e nella sua scrittura e per questo ha scelto uno dei nodi della mutazione politico-culturale  in corso come studio e spazio di sperimentazione di nuovi percorsi di interazione per la produzione artistica .
Parte delle sessions sarà aperta al pubblico e saranno realizzati report foto e video della produzione, disponibili durante il corso dell’estate. L’album sarà poi terminato a Zen Arcade sotto la supervisione dello staff dello studio (Cesare Basile, Sebastiano D’Amico e Marcello Caudullo). Alcune anticipazioni del disco potranno essere ascoltate durante i concerti estivi della band, tra cui Ypsig Rock 2012 - Castelbuono. 
Il disco sarà presentato ufficialmente nell’autunno del 2012.
www.gentless3.com

Il Not.fest si fa in 4 per voi!!! Sabato 11 agosto “pre-NOT party” powered by Red Bull Music Academy:Martyn + Joyce Muniz feat. N8 of Jungle Brothers!!!

NOT.fest edizione ZEROUNO (2012)

3 giorni di vacanza e musica a Noto, culla del barocco siciliano e Patrimonio dell’Umanità, dove arte, cultura e natura si fondono in modo inimitabile: tutto questo è NOT.fest!!!

NOT.fest è un festival che offre un programma di ricerca musicale che contempla concerti live e dj set, con una line-up ispirata alle piú interessanti produzioni contemporanee internazionali.

Tra gli ospiti della prima edizione: APPARAT WITH BAND (Germania), CARL CRAIG (USA), NOUVELLE VAGUE (Francia), ERLEND OYE (Norvegia), DAVID RODIGAN (GB), JOYCE MUNIZ (Brasile), CASINO ROYALE (Italia), FRANCESCO TRISTANO (Lussemburgo), MALA & SGT POKES (GB), SYLVIE LEWIS (GB).

NOT.fest dà inoltre spazio anche alle emergenti realtà del panorama musicale siciliano che, facendo da spalla a guest internazionali avranno modo di mettere in vetrina le loro qualità. Nella passata edizione sono saliti sul palco del NOT.fest: 1984, BABIL ON SUITE, ENZO BAUSO, LUCA DISTEFANO, RHUMBA SOUND, SOGGIU, STONEMAMA, SYD, ZUMA.

NOT.fest è patrocinato dal Comune di Noto.

www.notfest.com

Gentless3+La Moncada - In the Kennel (vol.1)

Dal ‘96 al 2007 l’etichetta olandese Konkurrent ha portato avanti il progetto “In the Fishtank”: due band venivano ‘rinchiuse’ per due giorni a suonare insieme.
Ne sono venuti fuori degli ottimi dischi, tra i quali ricordiamo:
Sonic Youth + ICP + The EX e The Black Heart Procession + Solbakken, Motorpsycho + Jaga Jazzist, Sparklehorse + Fennesz…

In “In the Fishtank” si nuotava in una boccia di vetro. L’esperimento di Orwell - Comunicazione e Derivati, GoatMan Records in collaborazione con Blue Rec Studio e BarbieNoja riporta tutto perfettamente a terra, e più precisamente dentro un canile.

Nella sua prima edizione “In the Kennel” chiama due band ad occupare per due giorni lo studio di Mondovì.
A questo giro partecipano i siciliani Gentless3 e i cuneesi La Moncada mischiano le proprie sonorità in maniera perfetta.
Ne vengono fuori sonorità post-rock dense ed ipnotiche. A queste si aggiunge il cantato degno dei loro riferimenti (Low, The Black Heart Procession) che richiama anche  Paolo Benvegnù o un Cesare Basile.

Insomma miscuglio riuscito del quale non scorgi quasi le singole parti.

Attendiamo i prossimi con curiosità e chissà se ne possa proporre noi alcuni.

Da ascoltare e scaricare su bandcamp.

Gentless3+La Moncada - In the Kennel (vol.1)

kennel_vol1

  1. Rabbia Killer
  2. Murmur
  3. I Numeri
  4. On Busting The Sound Barrier

Suzanne’Silver - deadband

Scaramantico come titolo il secondo album della band Siracusana.

No, non sono morti, anzi. Sbarcati col primo disco nella west coast, i Suzanne’Silver tornano sul luogo del delitto e Deadband, che esce in vinile per l’etichetta Radio is Down, di Olimpya, Washington. E che  ce li propone più vivi che mai. Hanno nelle corde dal prog di Canterbury al post-rock che nei ‘90 in Sicilia andava tanto quanto i neomelodici. Wave a Surfer Waits inizia come un episodio dei primi dischi dei dEUS, finché un crescendo da Slint non prende il sopravvento. Ecco, loro fanno robe del genere senza rendersene conto: il piano forte pesta tanto quanto la cassa e la voce s’incazza e urla “I am not a freak” (ma non ci crede nemmeno lui), la chitarra non aspetta altro… e paradossalmente il finale che non ti aspetti sembra la coda National Anthem dei Radiohead, in cui un’orchestra fatta in casa ci tiene a dire la sua. L’orchestra è la stessa in Green Ocean Breezer vi da il benvenuto nel magico mondo dell’argentea Suzanne.

Il disordine e l’idiosincrasia fra le tue tendenze (post-rock vs. rock tendente al blues) è difatti il loro tratto distintivo, e il motivo per cui non si può non apprezzare le gesta di questi ragazzi. (Uno lo abbiamo seguito molto da vicino col suo progetto Barbagallo). Tracce di math nei ritmi ritmi ricorsivi all’inizio di La Santa e N-Ice, finché la parte Dr Jeckyll non prende non riprende il controllo. Ma non durerà, ve lo assicuro. Invece Y è la pausa di riflessione a metà disco, musica per ascensori se fosse per loro. Ah, e i primi secondi di Lady Carpenter sono uno splendido omaggio ai June of ‘44 (anche qui, magari non se ne rendono conto).

Io non li capisco i Suzanne (per gli amici): ostentano maturità, coraggio e voglia di suonare che farebbe impallidire band con più esperienza e più seguito… ma meglio così forse, “Stay hungry/foolish” diceva qualcuno… poi se vi viene così bene.

Il disco lo potete ascoltare sul sito bandcamp della band, e non so darvi abbastanza ragione per farlo.

Suzanne’Silver - Deaband

suzanne_deadband







1. Green Ocean Breezer
2. United States Of England
3. Wave A Surfer Waits
4. Y   
5. N-Ice
6. Barabolero II (My Right Shoulder Skin)
7. Lady Carpenter
8. La Santa

Chiude CocaColla.it, nasce Collater.al.

MUOS - Niscemi

Forse non tutti sanno che a Niscemi, un piccolo paese siciliano, sono in costruzione tre enormi antenne circolari e due torri radio, alte 150 metri, chiamate MUOS.

L’installazione sta avvenendo all’interno di una riserva naturale, la Sughereta, dove è già presente dal 1991 una stazione di telecomunicazioni della Marina Usa: da sola supera l’emissione di onde elettromagnetiche consentite.

Cosa accadrà quando anche le tre antenne Muos verranno attivate? Cosa ne sarà della popolazione di Niscemi, dei paesi limitrofi, della vegetazione? Cos’è il Muos, vi chiederete? Del resto, se ne parla così poco. Chi si prende la briga di raccontare le sorti di un paese dell’entroterra siciliano?

Esistono altre antenne Muos nel mondo, tutte costruite in aree disabitate. Niscemi no, non è un territorio privo di abitanti, e gli abitanti sono stufi di vedere la propria terra martoriata, e la loro salute messa a rischio. Aiutiamoli.

Firmiamo la petizione, e teniamoci informati. 

Plaistow - Lacrimosa

I Plaistow (nome ispirato ad un pezzo degli Squarepusher) sono un trio di origine franco-svizzera dal genere musicale indefinibile. Sonorità che nascono dal jazz per giungere ad un piacevole electro. Rock da una parte, minimalismo alla Steve Reich dall’altra, portano il trio, negli ultimi cinque anni, ad esplorare una terra vergine.

“The music by the Swiss band Plaistow is often dubbed “post jazz”. However, what Plaistow actually does often defies genre definitions and could be anything from minimalism to improvisation.” - Vladimir Kozlov, The Moscow News

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